Da Fonderie di Montorso alla Sogit: il defibrillatore riprende vita

I defibrillatori sono dispositivi salvavita e una loro presenza sempre più diffusa sul territorio è di estrema importanza.

Per il momento i defibrillatori non sono obbligatori nei posti di lavoro, Fonderie di Montorso ha scelto però di dotarsene già nel 2014, innanzitutto per la sicurezza e la salute dei propri dipendenti, ma anche per i risvolti sociali di questa iniziativa.

Dato il bisogno di queste apparecchiature sul territorio, quando in questi giorni si è resa necessaria una sua riparazione, è nata l’idea di acquistarne uno nuovo e di donare l’altro a un’associazione che potesse ridargli vita. Così è stato. Fonderie di Montorso ha contattato l’associazione Sogit che ha già provveduto alla rigenerazione del defibrillatore e alla sua installazione in una delle sue ambulanze.

“Ringraziamo di cuore Fonderie di Montorso del dono che ci ha fatto: riparare un defibrillatore è decisamente meno costoso che acquistarne uno nuovo – spiega la volontaria Roberta Santacasa –  Ora abbiamo a disposizione uno strumento in più per svolgere il nostro servizio alla comunità”.

SOGIT è un’organizzazione no-proft di volontari che operano nel mondo della sanità, offrendo servizi di trasporto con ambulanze e altri mezzi agli infermi, primo intervento per fiere e manifestazioni, corsi di primo soccorso di vari tipi, anche in azienda.

L’acronimo S.o.g.i.t. sta per “Soccorso dell’Ordine di San Giovanni Italia”, un organismo presente in Italia dal 1977 e sparso in varie regioni: Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lazio, Sardegna e Veneto. La delegazione alla quale è stato donato il defibrillatore è quella di Lonigo. Nata nel 2014, conta 32 volontari operativi, un’infermiera, un direttore sanitario e dispone di due ambulanze attrezzate ALS (Advanced Life Support).

https://www.sogitlonigo.it

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