Parlando di ambiente e sicurezza…

Ambiente e sicurezza: aspetti ai quali Fonderie di Montorso dedica la massima attenzione, mettendo a disposizione risorse e personale qualificato.

Nicola Cocchia è il responsabile dell’area. Laurea in Scienze Naturali, è arrivato in Fonderie di Montorso dopo un’esperienza in uno studio di consulenza.

“Occuparsi di questi temi dall’interno richiede un approccio completamente diverso rispetto a quello del consulente, più responsabilizzante ma anche molto più interessante – racconta Cocchia -. Qui ho avuto la fortuna di trovare una proprietà che ha una visione orientata al continuo miglioramento e che mi ha dato grande fiducia, assieme alla possibilità di sviluppare idee ed essere propositivo”.

Qual è stato il tuo percorso in azienda?

“Ho cominciato come ASPP (Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione), poi sono stato nominato RSPP (Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione) e dallo scorso settembre il CdA mi ha nominato quale datore di lavoro delegato in materia di sicurezza ed ambiente. Questo traguardo, più un punto di partenza in realtà, raggiunto a soli 34 anni, mi riempie di orgoglio ed è un grande stimolo.

Quali sono i compiti e gli obiettivi principali sul fronte ambiente e sicurezza?

“Mantenere un sistema di gestione integrato, qual è quello che abbiamo in Fonderie di Montorso, è un lavoro complesso e trasversale. Bisogna pensare che dietro ad ogni documento, ad ogni certificazione c’è un mondo intero fatto di persone, competenze, processi, leggi e normative il cui punto di incontro contribuisce ad una continua ricerca. Qui in azienda l’impegno per garantire standard di sicurezza sempre più elevati e un ridotto impatto ambientale è costante e prioritario”.

Riesci a ritagliarti del tempo libero?

“In verità non molto, anche perché la mia famiglia da poco si è allargata. Ho due bambine piccole: Sofia, di tre anni e mezzo, e Aurora, che è nata a gennaio. Quando posso mi piace passeggiare nella natura e poi mi emozionano le immagini, per questo amo la fotografia o i libri di Tolkien con tutte le sue meravigliose descrizioni. Mia moglie, invece, mi ha trasmesso la passione per il cinema”.

A proposito di cinema: se Fonderie di Montorso fosse un film, quale sarebbe?

“Direi uno dei miei preferiti, Master and Commander. Mi piace la figura del medico di bordo, grande amante della natura e degli animali, apparentemente estraneo al contesto in cui è inserito, cioè una nave da guerra. Lo sento vicino, perché anche un laureato in scienze naturali potrebbe sembrare un pesce fuor d’acqua in una fonderia, invece non lo è, almeno non lo è in Fonderie di Montorso!”

 

E sulla “nave” è arrivato da novembre anche un valido aiuto per Nicola.

Si tratta di Fabio Bottazzo, 26 anni, laurea in Scienze Forestali ed Ambientali, con indirizzo Protezione del Territorio, una grande passione per l’elettronica e per la musica (suona la tastiera elettrica, il pianoforte, l’organo, la batteria e la chitarra ndr.)

“La mia prima esperienza lavorativa – racconta Bottazzo – è stata in Basilicata, in uno degli stabilimenti della San Benedetto. Ho partecipato al progetto per il calcolo della Carbon Footprint, ovvero delle emissioni di gas ad effetto serra lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dall’estrazione delle materie prime allo smaltimento finale. In Fonderie di Montorso ho affrontato una realtà che non conoscevo, ma mi sono fin da subito appassionato. Ho apprezzato molto la grande attenzione per l’ambiente e le opportunità che vengono date ai giovani”.

Di cosa ti stai occupando?

“Sto seguendo l’aspetto della formazione obbligatoria, una questione fondamentale in tema di sicurezza. Ma il primo incarico è stata una campagna di sensibilizzazione interna per la raccolta differenziata. Considerate le diverse etnie che ci sono qui, ho dovuto confrontarmi con linguaggi e culture differenti per rendere la comunicazione quanto più efficace possibile. I risultati sono già soddisfacenti”.

Un futuro nella comunicazione?

“In effetti in questo periodo sto seguendo diversi corsi di comunicazione per la mia attività di animatore in parrocchia con un gruppo di giovanissimi. Devo dire che questi corsi mi stanno aiutando anche sul lavoro. Per rapportarsi con persone di diversa cultura e sensibilità infatti occorre avere grande capacità di ascolto ed elasticità, per poter meglio trovare un canale di comunicazione condiviso”.

 

 

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