In India con Assofond

Metti insieme un gruppo di fonditori, l’interesse per nuove esperienze, la volontà di confrontarsi, stringere relazioni e conoscere altre realtà produttive: ecco gli ingredienti che hanno connotato il nostro viaggio “studio” organizzato da Assofond, all’interno del programma delle attività dedicate ai soci, dal 3 al 12 febbraio.

L’itinerario del viaggio ha toccato Calcutta, Coimbatore e Pune, con un’agenda fitta di visite a siti produttivi, con lunghi spostamenti in pullman e tanti voli interni.

Al nostro arrivo di sabato mattina, dall’aeroporto di Kolcatta (Calcutta) siamo andati direttamente alla manifestazione fieristica internazionale IFEX, dove Franco Zanardi era speaker ufficiale in qualità di vicepresidente Assofond. A seguire siamo stati ospiti a pranzo dei rappresentanti delle istituzioni locali, e dell’Associazione delle fonderie del West Bengala, presente il nostro console, che ci ha poi gentilmente ospitato a cena nella sua abitazione privata la domenica sera.

Le uniche ore dedicate al turismo sono state spese la domenica pomeriggio a Calcutta, che ha lasciato senza dubbio un segno profondo in tutti noi. La mattina, invece, era stata impegnata nella visita di una fonderia aperta appositamente per noi.

Le giornate successive ci hanno totalmente impegnato con la visita di altre 12 fonderie e due impianti di assemblaggio autoveicoli, quelli di Tata e Mahindra; gli spostamenti in pullman fra gli stabilimenti, gli alberghi e gli aeroporti, ci hanno comunque permesso di “assaporare” l’India, pur con la perenne lotta per il volume dell’aria condizionata e nel mezzo di un traffico inimmaginabile, da cui siamo sempre miracolosamente usciti indenni

Difficile riassumere tutto quello che abbiamo appreso durante il nostro viaggio “studio”, ma tenteremo esponendo sinteticamente per punti le evidenze su cui tutti noi partecipanti* concordavamo:

  1. L’industria fusoria indiana (almeno nel significativo campione visitato e/o incontrato) richiede a gran voce il know-how, e l’esperienza delle nostre aziende sia per colmare in parte il gap di qualità dei loro prodotti sia per ottenere nuovi volumi.
  2. Soffrono anche loro la “globalizzazione” registrando una significativa sovracapacità produttiva.
  3. La gentilezza, cortesia e ospitalità sono state ovunque ai massimi livelli (in qualche caso anche esagerate, tipo imboccarci con le mani!).
  4. Difficile apprezzare, salvo che per un paio di fonderie, la vericidità delle informazioni e dei numeri che, dietro nostra richiesta, ci sono stati forniti: forse i nostri interlocutori non erano totalmente informati, o per abitudine culturale?
  5. C’è un’estrema distanza tra le nostre fonderie e le loro sul fronte dell’attenzione per l’ambiente (aspirazioni?? impianti abbattimento?!), per la sicurezza, enunciata solo formalmente, e per le condizioni di lavoro, in moltissimi casi per noi disumane e inaccettabili. Questo nonostante tutte le fonderie si fregiassero delle certificazioni ISO 14000 e 18000 per ambiente e sicurezza….. e quanti nostri clienti “esigenti” fra i loro clienti, del resto a noi già noto!
  6. L’etica professionale e la concorrenza al nostro paese: molte le analisi e discussioni fra di noi durante le ore in pullman, valutando civiltà pregressa, colonizzazione e influenze occidentali, religioni, usi e costumi, e ancora globalizzazione. Argomenti difficilissimi, che toccano di ciascuno il raziocinio, la coscienza e il cuore contemporaneamente ed in rapporti diversi.

Di certo ognuno di noi ha apprezzato la possibilità di condividere le proprie impressioni in un clima di amicizia goliardica, che ha trasformato il ritmo faticoso del viaggio (e il cibo indiano!) in una bellissima ed anche divertente esperienza.

*Oltre a Silvano Squaratti, direttore generale di Assofond, e a Piero Starita, past President di Amafond (Associazione italiana Fornitori Fonderie), hanno partecipato: Enzo Speziani per Lead Time, Franco e Federico Zanardi per Fonderie Zanardi, Franco Vicentini per VDP, Roberto dalla Bona per Fonderie Glisenti, Daniele Chiesa per Fondershell, Patrizia Comello e Rebecca Rossi per Fonderie di Montorso e Fondmatic, Umberto Frigerio per Fonderia di Torbole, Pilenga Foundry e Fondstamp.

Da sottolineare la presenza di due giovani come Rebecca Rossi e Umberto Frigerio, indicativa di un passaggio generazionale che è in corso anche nel settore delle fonderie, e che porterà in un vicino futuro rinnovamenti nella visione e gestione aziendale.

 

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