Marilena va in pensione… e se fosse un pesce d’aprile?

Quando si dice portineria si pensa al crocevia dell’azienda, punto di raccordo tra la parte amministrativa e quella produttiva, passaggio obbligato per tutto ciò che entra e che esce dalla fabbrica. Quando in Fonderie di Montorso si dice portineria, si pensa a Marilena.

 Marilena Meggiolaro è arrivata con il nuovo millennio e da allora chiunque abbia chiamato o sia fisicamente stato in azienda quasi sicuramente si sarà interfacciato con lei.

Tra pochi giorni lascerà il suo incarico per godersi la meritata pensione, e così ne approfittiamo per scambiare qualche parola.

“Sono qui da 16 anni ma in verità ho lavorato in fonderia fin da ragazza – ci racconta subito Marilena -. Dopo le scuole medie, ho frequentato un corso di contabilità e il mio primo lavoro è stato proprio in fonderia. Qualche anno dopo ho avuto una breve esperienza in una latteria, dove facevo la segretaria e servivo al banco, ma poi sono andata di nuovo a lavorare come impiegata in una fonderia. Quando questa ha chiuso, sono stata assunta in Fonderie di Montorso. Qui, eccettuato un primo breve periodo all’Ufficio Acquisti, sono sempre stata in portineria”.

Marilena, cosa le piace del suo lavoro?

Dico sempre che stare in portineria vuol dire sapere tante cose. La portineria non è solo un centralino o un ricevimento, è questo ma anche molto di più. Abbiamo a che fare sia con aspetti amministrativi che produttivi, dobbiamo conoscere bene ciò che fa l’azienda e le sue dinamiche, coordinarci con i vari uffici e reparti, relazionarci con moltissime persone, autisti, clienti e fornitori. È un lavoro interessante, che ti permette di entrare nel cuore dell’azienda.

Più nel dettaglio, di cosa si occupa?

Il mattino è il momento più intenso, perché c’è l’ingresso delle materie prime. I camion vengono pesati all’entrata, viene avvertito il laboratorio affinché siano eseguiti i controlli sul materiale, infine i camion vengono di nuovo pesati prima di poter uscire. Qui ne entrano due alla volta, così ho imparato a fare da vigile per dirigere il traffico e, benché non conosca le lingue, a farmi capire anche dagli autisti stranieri! Dopo l’ingresso delle materie prime, il flusso delle merci è più tranquillo anche se continuo per tutto il giorno, tra anime in arrivo e spedizione dei nostri prodotti. Altro aspetto importante che svolgiamo quotidianamente in portineria riguarda la gestione dei rifiuti, cosa che richiede massima attenzione e una rigorosa procedura di registrazione di tutti i dati.

Com’è cambiato il lavoro nel corso degli anni?

Sicuramente oggi c’è molta più informatizzazione, il che è senza dubbio positivo perché significa minor rischio di errore. Quando sono arrivata dovevo farmi tutti i conteggi delle pesate, adesso dall’Ufficio Logistica ci viene fornito il codice del trasporto ed essendo tutto digitalizzato si tratta soltanto di verificare che i dati corrispondano.

Nessuna paura del cambiamento dunque…

In verità ho dovuto mettermi un bel po’ in gioco con l’introduzione del nuovo sistema gestionale SAP. C’era sicuramente da parte mia la preoccupazione di non riuscire, invece è stata una bellissima sfida, molto stimolante. Quasi un ricominciare a un anno dalla pensione.

Le mancherà il lavoro?

Naturalmente avrò nostalgia, soprattutto i primi tempi. Mi mancheranno il continuo movimento che c’è qui e la parola con le colleghe. Allo stesso tempo sono convinta che il lavoro non debba essere l’unica cosa per una persona. Già in questi anni ho cercato di imparare a staccare la spina, una volta finita la giornata o quando andavo in vacanza. Penso che quando si è concentrati sul lavoro, non serva poi continuare a pensarci anche a casa. E poi bisogna lasciare spazio ai giovani, ce ne sono tanti che hanno bisogno di trovare un’occupazione.

Sicuramente avrà più tempo libero.

Certo, da un po’ mi sono appassionata al nordic walking. È un bel modo di trascorrere il tempo facendo movimento fisico, rilassando la mente e stando assieme alle persone. Inoltre ho un fratello che ha tre gemelli maschi di 11 anni, a cui sono molto affezionata. Ora potrò dedicarmi ancora di più a loro.

In questi mesi ha fatto da insegnante alla persona che la sostituirà.

Da luglio è cominciato il passaggio di consegne fra me e Libera, la ragazza che sarà qui in portineria al mio posto. Devo dire che mi sono trovata molto bene con lei. Al di là degli insegnamenti pratici, spero di essere riuscita a trasmetterle un aspetto per me fondamentale: l’importanza della correttezza e dell’attenzione.

Fino a quando sarà al lavoro?

Il 13 dicembre sarà il mio ultimo giorno di lavoro, poi sarò in ferie e dal 1 aprile ufficialmente in pensione. Comunque ho già detto a Marco e Matteo dell’Ufficio Amministrazione che il 31 marzo lascerò la macchina nel parcheggio, così potranno farmi il pesce d’aprile. Lo scorso anno me l’hanno appeso sul muso dell’automobile e sono andata in giro due giorni prima di accorgermene!

 

 

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