Quattro lezioni dedicate alla metallurgia della ghisa

Una vera e propria full immersion nella metallurgia della ghisa. Così potremmo definire il corso che si è recentemente concluso nell’ambito del progetto di formazione continua finanziato dalla Regione Veneto e realizzato da Fonderie di Montorso assieme a VDP Fonderia, con il coordinamento dell’agenzia Job Select.

Fonderie di Montorso ha ospitato quattro lezioni tenute dal prof. Gianni Pivetti a cui hanno preso parte dipendenti di entrambe le fonderie, del laboratorio chimico, della qualità e dell’ufficio tecnico.

Il prof. Pivetti è uno dei principali esperti a livello internazionale di metallurgia della ghisa.

Laureato in chimica e fisica, si è dedicato all’insegnamento e successivamente ha lavorato nell’ industria occupandosi di controllo qualità, controlli chimici e meccanici su leghe ferrose e non ferrose.

Pivetti è autore di un atlante metallografico dedicato esclusivamente alla ghisa, nato con l’intento di ilustrare in modo completo e sistematico, in funzione dei parametri chimico-fisici di colata e di trattamento termico, le particolarità micrografiche di un getto in ghisa.

 Completezza e sistematicità hanno caratterizzato anche il corso in Fonderie di Montorso, ma con un’impostazione pratica in grado di dare risposte puntuali a quesiti precisi.

“Il punto di partenza delle lezioni è stato il diagramma di stato ferro carbonio, ovvero quel particolare diagramma di fase che descrive le strutture di equilibrio delle principali leghe ferro-carbonio  (acciai e ghisa) –spiega il prof. Pivetti -. Di qui, tenendo conto della realtà delle due fonderie e del sistema di fusione adottato (cubilotto e forno elettrico), abbiamo preso in considerazione le diverse cariche, metalliche e non, per ottenere ghise di base idonee a produrre getti corrispondenti alle caratteristiche richieste”.

Nello specifico, quali aspetti sono stati trattati?

“I principali componenti chimici della ghisa, i loro effetti positivi e negativi sul processo di colata, le strutture finali desiderate (grafite lamellare e grafite sferoidale), la durezza, la resistenza meccanica a trazione”.

Come si potrebbe sintetizzare l’obiettivo del corso?

“Lo scopo potrebbe riassumersi nello studio della composizione chimica più opportuna in funzione dello spessore del getto, per ottenere ghise di qualità tenendo conto anche dell’economia delle leghe utilizzate. Inoltre, lo spazio dedicato all’aspetto strutturale della ghisa al microscopio ottico ha permesso, anche a chi non lavora direttamente in laboratorio, di entrare nel linguaggio specifico delle caratteristiche della ghisa, completando la propria formazione”.

Quali suggerimenti pratici ciascuno potrà portare nel suo lavoro?

Avendo considerato tutta la condotta del processo fusorio, dalla carica alla distaffa, abbiamo analizzato i diversi difetti che si possono presentare: difetti per inclusione di scorie, dovuti a reazioni metallo-formatura, allo sviluppo di gas, microcavità da ritiro, difetti strutturali… Abbiamo visto come agire per prevenirli e i correttivi da applicare per arrivare al prodotto desiderato. La grande partecipazione e l’interesse che ho percepito durante il corso sono chiari segnali della ricerca di standard qualitativi e di precisione sempre più elevati”.

 

Il diagramma ferro-carbonio 

Diagramma_Ferro-Carbonio

 

 

No Comment

You can post first response comment.

Leave A Comment

Please enter your name. Please enter an valid email address. Please enter a message.

UA-56836682-1