Chi l’ha detto che gli informatici sono tutti nerd?

È arrivato in Fonderie di Montorso a fine febbraio 2015, giusto in tempo per seguire l’intero iter del passaggio a SAP. E se l’introduzione del nuovo gestionale è senza dubbio un successo di squadra, lui, a detta di tutti, ne è uno dei protagonisti principali.

“Venivo da un’esperienza simile, anche se in una realtà più piccola, e avevo già affrontato tutto ciò che comporta l’introduzione di una novità così importante nel modo di lavorare delle persone – racconta Paolo Tasca, responsabile IT di Fonderie di Montorso spa-. Spesso l’idea del cambiamento fa paura, specie quando le cose funzionano già bene, qui però devo dire di aver trovato una gran voglia di mettersi in gioco”.

Il momento più difficile?

Tra novembre e dicembre, quando si è trattato di trasferire i dati dal vecchio al nuovo sistema ed era necessario lavorare con entrambi, tenendo allineati i dati. È stata la fase per tutti più impegnativa, anche a livello psicologico.

Ora sei più rilassato?

In verità sto lavorando con gli stessi intensi ritmi, per supportare il sistema e per rispondere alle esigenze dei colleghi che sono emerse in questi mesi. Il gestionale è un organismo di cui bisogna prendersi cura… Immagino comunque che tra sei mesi tutto si sarà assestato.

La soddisfazione più forte?

A gennaio, quando abbiamo visto le prime spedizioni e constatato che i dati erano coerenti alle esigenze. Per un progetto di tale portata è stata una gran bella soddisfazione!

Qual è stato il tuo percorso di studi?

Sono un ingegnere meccanico e pensavo che sarei stato un progettista. Ho lavorato come ingegnere per un paio danni, ma non sentivo l’entusiasmo che avevo immaginato. L’informatica, invece, è una passione da sempre. I miei mi hanno regalato il primo PC a 13 anni, quando tutti i miei amici volevano il motorino. Allora, poi, era più difficile di adesso coltivare questa passione. Bisognava informarsi sui libri, sulle riviste e i negozi di informatica non erano così diffusi. Per non parlare della connessione internet.

Quando hai capito che questa passione sarebbe diventata il tuo lavoro?

Già durante gli studi per mantenermi riparavo PC e gestivo i sistemi informatici di una piccola azienda. Il primo vero lavoro da informatico però è stato quando si è presentata l’occasione di un’azienda che cercava una figura che fosse una via di mezzo tra un informatico e un programmatore della produzione. È stata un’esperienza che mi ha permesso di crescere molto.

Insomma, non sei il classico “nerd”?

Diciamo che sono orientato al lato dei processi e delle persone. Ad ogni modo l’idea che l’informatica e l’azienda siano due realtà slegate è ormai sorpassata, soprattutto all’estero. Quando si tratta di gestire un certo tipo di produzione e un certo numero di dipendenti, non si può non aver un sistema informatico di un certo livello.

Come sei arrivato in Fonderie di Montorso?

Attraverso un mio collega, Michele Peretti, che si allenava nel mio stesso campo di atletica. Una domenica mattina, confrontandoci sui nostri rispettivi lavori, mi ha parlato della decisione di Fonderie di Montorso di introdurre il gestionale SAP. Conoscevo già il sistema e la sfida mi allettava. Così ho presentato il curriculum e due settimane dopo ero assunto.

Il primo impatto?

La fonderia è una realtà molto affascinante, che ti lascia a bocca aperta la prima volta che la vedi. Qui poi c’è una cultura della qualità e una volontà di rispondere in un certo modo alle esigenze dei clienti che rende tutto più stimolante.

Cosa fai nel tempo libero?

In verità di tempo libero ultimamente ne ho avuto poco. Tra l’altro mi sono sposato proprio tre mesi prima di arrivare qui, ma fortunatamente mia moglie sa quanto tengo al mio lavoro ed è stata molto comprensiva. Del resto la realizzazione professionale è importante per l’equilibrio della vita familiare e di coppia. Ad ogni modo quando siamo liberi andiamo a camminare in montagna, è una passione che le ho trasmesso. Poi da qualche anno mi sono appassionato di fotografia, soprattutto di paesaggi. Mi piace il momento dello studio prima dello scatto. La foto è un’idea, devi averla già vista in testa, poi devi trovare il modo giusto per farla risaltare.

Non fai più atletica?

Facevo lancio del giavellotto ma ho lasciato per un dolore alla spalla. Dell’atletica mi manca soprattutto il gruppo.

Questo vuol dire che sei una persona a cui piace lavorare in squadra?

Certo, il gruppo e il confronto con gli altri ti allargano la mente. Però c’è sempre anche un momento in cui bisogna confrontarsi con se stessi e dare il meglio di sé. Dimenticavo… ho un altro hobby, il biliardo.

Ma non avevi detto di avere poco tempo libero?

Infatti quest’anno sono riuscito a giocare solo una volta!

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