In Fonderie di Montorso una lezione speciale sulla terra di formatura

Chi lavora in fonderia sa che sono tanti i fattori che contribuiscono alla buona riuscita di un getto: dalla tecnologia degli impianti, all’esperienza degli operatori, alla qualità delle materie prime che entrano nelle lavorazioni.

Non solo: anche il continuo aggiornamento, come il confronto tra le diverse figure che concorrono alla realizzazione finale del prodotto, rappresentano un elemento fondamentale e imprescindibile quando l’obiettivo è quello dell’eccellenza.

Con questo spirito lo scorso 8 maggio, in Fonderie di Montorso, personale di laboratorio, controllo qualità e responsabili degli impianti sono stati impegnati in una mattinata di approfondimento dedicata alla terra di formatura assieme all’ing. Giorgio Vinçon, uno dei massimi esperti in Italia sull’argomento.

Quella tra l’ing. Giorgio Vinçon e Fonderie di Montorso è una collaborazione di lunga data. La Guido Vinçon e figli S.p.A. è infatti fornitore storico di Fonderie di Montorso per bentonite e premiscelato di carbone, servizio che include la consulenza e le analisi periodiche sull’andamento della terra.

Al termine di questo corso formativo, interessante e molto partecipato, rivolgiamo qualche domanda all’ing. Vinçon.

Che cosa intendiamo quando parliamo di formatura e di terra di formatura?

“In estrema sintesi potremmo definire la formatura l’attività di approntamento della forma entro cui viene colato il metallo e che alla fine del processo viene rotta per estrarre il pezzo. La terra, con cui viene realizzata la forma, è composta da sabbia silicea, bentonite, premiscelato di carbone e acqua. Si tratta dunque di un composto naturale che viene riutilizzato dopo essere stato rinvigorito con aggiunta calcolata di materie prime e di acqua. Affinché la formatura avvenga al meglio, la terra deve essere il giusto compromesso tra resistenza della forma e sgretolabilità, così da resistere alla pressione della colata e tuttavia non presentare difficoltà nella rimozione”.

Quali argomenti sono stati affrontati durante la lezione?

“Abbiamo parlato di come si svolgono le analisi, dei vari parametri che intervengono nel controllo della terra e dell’andamento specifico della terra di formatura di Fonderie di Montorso negli ultimi tre anni. I valori costanti ci consentono di tracciare in questo caso un bilancio molto positivo, che è frutto sia della materia prima sia delle capacità di utilizzo da parte di Fonderie di Montorso. Le difettosità in fonderia ci sono sempre e ciascuno nella sua sezione deve cercare di minimizzare lo scarto adottando delle variazioni in base alla propria esperienza. Di qui l’importanza del confronto e della dialettica”.

Lei è uno dei massimi esperti del settore. Qual è stato il suo percorso professionale?

“Ho iniziato molto giovane, mi sono laureato in ingegnera chimica a 23 anni al Politecnico di Torino. È stata una grande soddisfazione, oltre che un impegno fortissimo. Programmando e sostenendo gli esami con un certo ritmo, sono riuscito a mantenere il vantaggio di aver cominciato le elementari un anno prima. Dopo il militare, sono entrato nell’azienda di famiglia e ho portato sul campo le competenze imparate all’università. Certo la scuola è una cosa e il mondo del lavoro un’altra, ma sono convinto assertore dell’importanza dello studio. Anche il greco e al latino che ho studiato al liceo classico sono stati una ginnastica mentale applicabile in ambiti diversi”.

Quanto sono importanti momenti di formazione come questo che si è tenuto qui in Fonderie di Montorso?

“Sono fondamentali. Il clima del lavoro deve essere aperto, il personale va incentivato a crescere e reso partecipe di un progetto: solo così possiamo opporci all’aggressione del sistema industriale straniero”.

L’intervista è finita. Nel salutarci e nell’augurare all’ing. Vinçon buon rientro nella sua Pinerolo, scambiamo qualche parola sulle montagne della sua regione e sulla sua passione per l’alpinismo, anche se oggi, ci spiega, pratica soprattutto il golf che può condividere con la moglie. E sorridendo aggiunge: “Siamo molto uniti e non abbiamo mai litigato in 43 anni d matrimonio”. Quando si dice una questione di chimica…

 

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