Arte, libri e… fonderia

“Scusa se abbiamo rimandato l’incontro, ma avevo il colloquio con l’insegnante di francese di mia figlia”.

“Nessun problema – rispondiamo – sappiamo bene come sia difficile incastrare i mille impegni della giornata e conciliare le esigenze del lavoro e quelle della famiglia”.

Comincia così la nostra intervista con Catia Caile che, agganciandosi alla ragione che l’ha portata a posticipare l’incontro, ci racconta un aneddoto che a distanza di tempo ancora la fa sorridere.

“È successo qualche anno fa, proprio per un impegno a scuola di una delle mie figlie. Devo uscire prima dal lavoro, spiego le motivazioni e allora un collega mi dice che lui alle riunioni manda sua moglie. A quel punto lo guardo, come per dirgli che in quel caso la moglie sarei stata io! Si era completamente dimenticato che stava parlando con una donna!”.

Nessun pericolo di discriminazioni dunque: quando si è dentro all’ingranaggio del lavoro non c’è differenza tra uomo e donna, anche quando si ha una corporatura minuta come quella di Catia.

Catia è arrivata in fonderia a Montorso subito dopo il diploma di perito chimico industriale e questo è il suo ventesimo anno di lavoro.

“Ho risposto a un annuncio sul giornale in cui si richiedeva un perito chimico ed eccomi qua. Pensavo inizialmente che sarebbe stata un’esperienza temporanea e che poi avrei cambiato settore, invece… Non mi ha fatto cambiare idea nemmeno la distanza. Io sono di Recoaro e per 10 anni ho fatto 60 chilometri al giorno. Oggi abito a Cornedo e per fortuna mi sono un po’ avvicinata”.

Qual è stato il tuo iter all’interno della fonderia?

“Ho cominciato in laboratorio e dopo alcuni anni sono passata al controllo qualità, che è la mia attuale mansione. È un ruolo che mi piace molto perché mi permette di vedere i due diversi lati della fonderia, quello produttivo e quello del servizio al cliente: una visione d’insieme in cui si prendono in considerazione le esigenze dei clienti e si studiano eventuali interventi migliorativi”.

Nello specifico di cosa ti occupi?

“Sicuramente c’è una gran parte di lavoro d’ufficio, ci sono i contatti con i fornitori, ma anche una parte strettamente a contatto con la produzione in cui seguo le non conformità di prodotto /processo e trovo insieme agli altri le soluzioni. In pratica faccio degli audit di prodotto, come potrebbe fare un cliente. Trovo molto interessante ogni volta impostare il lavoro per un nuovo cliente, con le sue richieste e le sue esigenze, individuare nuovi sistemi, mettere armonia tra i diversi punti di vista.

E nel tempo libero?
“Nel tempo libero, che tra famiglia e lavoro è davvero poco, adoro leggere e andar per musei. Mi piace molto l’arte e cerco di trasmettere questa passione alle mie figlie, Teresa di 12 anni ed Elena di 6. C’è una cultura generale che non si impara sui libri di scuola ma che tutti possiamo coltivare”.

 

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